Mercato auto 2026: partenza positiva in Italia tra segnali di ripresa e cautela

Il mercato auto italiano apre il 2026 con un segnale incoraggiante. I dati di gennaio mostrano una crescita delle immatricolazioni, anche se il quadro generale resta complesso e ancora lontano dai livelli storici pre-pandemia.

Secondo i numeri ufficiali, nel primo mese dell’anno sono state immatricolate 141.980 autovetture, con un aumento del 6,2% rispetto alle 133.721 unità di gennaio 2025. Un risultato positivo che conferma un avvio d’anno più dinamico rispetto allo scorso esercizio.

Il noleggio a breve termine spinge il mercato

A sostenere la crescita è stato soprattutto il noleggio a breve termine, tornato protagonista dopo una fase di rallentamento. Questo canale ha contribuito in modo significativo al risultato complessivo, compensando una domanda privata che resta prudente.

Il dato conferma come le diverse formule di utilizzo dell’auto – acquisto, noleggio e soluzioni flessibili – continuino a giocare un ruolo sempre più centrale nel mercato italiano.

Il confronto con il periodo pre-Covid resta difficile

Nonostante il segnale positivo, il confronto con il periodo pre-pandemia rimane penalizzante. Rispetto a gennaio 2019 mancano ancora circa 23.300 vetture, pari a un calo del 14,1%. Il mercato auto fatica quindi a recuperare i volumi storici.

Le previsioni per l’intero 2026 invitano alla cautela. Secondo UNRAE, le immatricolazioni dovrebbero attestarsi intorno a 1,54 milioni di unità, con una crescita limitata allo 0,9% rispetto al 2025. L’aumento stimato è di circa 14.000 vetture.

Il divario con il 2019 resta ampio. Il mercato perde ancora il 19,7%, pari a circa 377.000 auto. Anche per il biennio 2027-2028 le stime indicano volumi inferiori alla soglia di 1,6 milioni di immatricolazioni.

Alimentazioni: elettrico in crescita, PHEV ancora forti

Sul fronte delle alimentazioni, il mercato torna su valori più coerenti con la domanda strutturale. L’effetto degli incentivi si ridimensiona, lasciando spazio a una crescita più graduale.

Le auto elettriche pure (BEV) raggiungono una quota del 6,6%, con 9.446 immatricolazioni. Il dato risulta inferiore ai picchi registrati a fine 2025, ma migliora rispetto al 5% di gennaio 2025.

Le ibride plug-in (PHEV) mostrano invece una dinamica più sostenuta. La quota sale all’8,7%, sostenuta da un’offerta sempre più ampia e dalle nuove regole sui fringe benefit per le auto aziendali.

Il nodo incentivi e l’impatto sui concessionari

Resta aperta la questione finanziaria legata agli incentivi. UNRAE chiede una rapida accelerazione delle procedure di rimborso delle somme anticipate dai concessionari.

Attualmente il settore risulta esposto per oltre 300 milioni di euro. Una situazione che può avere effetti diretti sulla liquidità delle aziende e sui tempi di immatricolazione dei veicoli.

Il confronto con le istituzioni

Il tema è stato affrontato durante il Tavolo Automotive convocato il 30 gennaio dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quell’occasione, il presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, ha ribadito la necessità di strumenti concreti per ridurre il divario con mercati come Francia e Germania.

Tra le priorità indicate figura una riforma della fiscalità delle flotte aziendali, considerata fondamentale per sostenere la transizione in modo pragmatico e tecnologicamente neutrale.

Uno scenario da leggere con attenzione

L’avvio positivo del 2026 rappresenta un segnale incoraggiante, ma non sufficiente per parlare di piena ripresa. Il mercato auto italiano resta condizionato da fattori strutturali, economici e normativi.

Per questo motivo, realtà come Dalma For You seguono con attenzione l’evoluzione del mercato, interpretando i dati e supportando i clienti nella scelta tra auto nuove, usate e km 0, soluzioni di finanziamento, noleggio e consulenza personalizzata, in un contesto che richiede competenza e visione.

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